Navigando sul web ho inciampato in questa bella presentazione di Miriam Bertoli.
Come tutte le presentazioni su slide è difficile comprenderne le sfumature e l’esatto filo del discorso poichè, di solito, nascono come guida per relazionare ad un pubblico ma alcune considerazioni hanno riacceso il mio interesse per il personal branding.
Conoscere la percezione che hanno di te amici, collaboratori, famigliari e conoscenti ovvero la “rete sociale”, aiuta a definire obiettivi e priorità nelle azioni e soprattutto sposta il comportamento in un’area di attenzione proficua anche per lo sviluppo del proprio potenziale.
Nel web “tu non sei tu, sei quello che google dice di te: la tua identità online”. Nella vita tu non sei tu, sei quello che le persone pensano di te. Ecco perchè, nel web e nella vita, la comunicazione del proprio brand è così importante.
Il nostro “Essere unici e inimitabili” è ciò che dobbiamo imparare a comunicare.
Seth Godin, il guru del nuovo marketing, sostiene che nella nostra società, grazie anche al web, non ci sono più scuse per essere mediocri.
Per costruirci la nostra identità online, dobbiamo per primo ascoltare: citazioni, link, recensioni, saluti e parole chiave.
E nella vita? Stessa cosa: ascoltare se stessi e gli altri.
L’ascolto è una vera arte, sottovalutata dai più, utilissima per aprire la mente ma difficile da applicare a causa della nostra diffusa incapacità di astenerci dal giudizio.
Nel web, scrive Miriam, dobbiamo “costruire” la nostra identità scegliendo strumenti, contenuti e poi affinarne la gestione con costanza nel tempo.
E nella vita? Cosa Cambia?
Stare sul web in maniera consapevole aiuta anche nella vita. Ci fa essere più attenti ai comportamenti, agli altri e, in fondo, per comunicare bene il brand siamo stimolati a una ricerca più profonda della nostra unicità.
Francesco Perticari





